Telegram è l’app preferita da chi vuole chattare senza lasciare tracce. La installano i giornalisti, i politici, gli attivisti. Eppure, pochi sanno che la sua fama di piattaforma blindata è in parte un equivoco.
Telegram, per default, non crittografa i messaggiend‑to‑end. I testi e le immagini che inviamo viaggiano sui suoi server cloud e solo le “chat segrete”, da attivare manualmente, godono della protezione che molti credono già attiva.
Un dettaglio non da poco, che espone i dati a possibili intrusioni esterne, ma anche agli stessi sviluppatori dell’app.
L’app che in questi anni ha scalato le classifiche della sicurezza si chiama Signal. Non è una novità, ma solo ultimamente sta ricevendo l’attenzione che merita. Signal è open source: il suo codice è pubblico, chiunque può verificare che non ci siano porte segrete o vulnerabilità. La crittografia end‑to‑end è attiva di default su ogni messaggio, chiamata e videochiamata.
Questo significa che nessuno, nemmeno i creatori dell’app, può intercettare ciò che si scrive. Signal raccoglie pochissimi metadati, non conserva le conversazioni sui propri server e offre la funzione messaggi a scomparsa. Per questo è l’app scelta da chi ha davvero bisogno di riservatezza: giornalisti sotto scacco, attivisti, whistleblower. Una recente indagine indipendente l’ha classificata come la piattaforma più sicura in assoluto, mentre Telegram non è nemmeno entrata nella top ten.
Allora, quale applicazione usare? Dipende dalle proprie priorità. Se si frequentano canali pubblici, gruppi numerosi e si cerca un’app veloce e ricca di funzioni, Telegram resta imbattibile. Ma se l’obiettivo è la massima privacy, Signal è l’unica scelta sensata. Non è una questione di moda, ma di dati.
I server di Telegram sono un potenziale punto di accesso per terze parti, inclusa la stessa azienda. Signal, invece, non ha nulla da offrire a nessuno perché non conserva nulla. La prossima volta che si vuole mandare un messaggio davvero riservato, vale la pena ricordarselo. E magari fare il piccolo sforzo di installare un’app in più.