Tavola+di+Pasqua%2C+oggi+non+sbagliare+il+segnaposto%3A+ecco+come+si+mette
4mjit
/tavola-di-pasqua-oggi-non-sbagliare-il-segnaposto-ecco-come-si-mette-65/amp/
Lifestyle

Tavola di Pasqua, oggi non sbagliare il segnaposto: ecco come si mette

Si prepara la tavola di Pasqua con cura. Tovaglia stirata, piatti buoni, bicchieri di cristallo. Ma c’è un particolare che molti trascurano e che invece fa la differenza: il segnaposto.

Non è un vezzo da cerimonie formali, è un gesto di attenzione che dice agli ospiti: ti aspettavo, questo posto è tuo. A Pasqua, quando ci si ritrova in tanti, magari tra parenti che non si vedono da mesi, sapere dove sedersi evita quella piccola confusione iniziale che nessuno ammette ma tutti hanno provato.

Segnaposto di Pasqua – 4mj.it

E poi c’è il piacere di trovare il proprio nome scritto a mano su una schedina, appoggiata su un uovo decorato o su un rametto d’ulivo. Non costa molto, ma resta nel ricordo.

Dove si mette il segnaposto (e dove no)

La regola del galateo è precisa: il segnaposto va posizionato al centro del piatto, oppure leggermente sopra, appoggiato al bordo del piatto o infilato in un piccolo supporto. Mai sul tovagliolo, perché il tovagliolo va preso e poggiato sulle ginocchia, e il segnaposto finirebbe per terra. Se si usa un coperto con più piatti sovrapposti, il segnaposto si mette sul piatto più grande, quello che rimane fino alla fine del pasto. In alcuni allestimenti moderni, lo si trova anche a sinistra delle forchette, ma è una soluzione meno tradizionale.

L’importante è che sia ben visibile e non ostacoli la vista tra un commensale e l’altro. Meglio evitare segnaposto alti o ingombranti, come candelieri o composizioni floreali: chi siede di fronte deve poter vedere e parlare senza doversi sporgere.

Gli errori da non fare e qualche idea creativa

Il primo errore è scrivere il nome in modo illeggibile. Una bella calligrafia aiuta, ma basta anche un stampatello chiaro. Il secondo errore è mettere il segnaposto solo per alcuni commensali e non per tutti: crea disparità. Meglio tutti o nessuno. Il terzo errore è usare materiali che si rovinano a contatto con il cibo, come carte assorbenti o fogli non protetti. Se il segnaposto è di carta, meglio plastificarlo o posizionarlo lontano dai bordi del piatto.

Per chi vuole osare, i segnaposto possono diventare anche un piccolo dono: un uovo di cioccolato con il nome inciso, una confettura artigianale con un’etichetta personalizzata, un rametto di rosmarino legato con un cartellino. La tradizione non vieta la creatività, anzi. L’importante è che tutti si sentano accolti, e che il nome sia lì, a ricordare che quel posto è proprio loro. A Pasqua, più che mai, la tavola è la casa di tutti. E il segnaposto è la chiave d’ingresso.