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Estate in pericolo: a causa del carburante saltano le vacanze?

L’altro giorno, al distributore, ho visto una scena che si ripete sempre più spesso. Una signora con due bambini in macchina ha chiesto al benzinaio di fare solo dieci euro, perché “tanto non so se arrivo a fine mese”. Il benzinaio ha annuito, senza stupirsi. Il prezzo del carburante è tornato a volare, e per molte famiglie italiane il sogno di una vacanza estiva sta diventando un lusso. La benzina ha superato i 2,1 euro al litro in diverse regioni, e il gasolio non è da meno. Chi deve percorrere centinaia di chilometri per arrivare al mare o in montagna sa che il costo del viaggio, ormai, è quasi pari a quello dell’alloggio. E la paura è che quest’estate si ripeta il copione dello scorso anno: molti rinunceranno, altri si fermeranno vicino a casa.

Un’estate di rinunce e l’ombra dei voli cancellati

Non va meglio per chi sceglie l’aereo. Le compagnie, a causa dell’aumento del cherosene, hanno già annunciato possibili rincari sui biglietti. Qualcuno parla addirittura di cancellazioni di rotte meno redditizie. Il presidente di Ryanair ha lanciato l’allarme: senza una soluzione, l’estate potrebbe essere un disastro. Intanto, le associazioni dei consumatori registrano un crollo delle prenotazioni per le mete lontane.

La gente ha paura di prenotare e poi dover pagare un sovrapprezzo, o peggio, di restare a terra. Il governo ha tagliato le accise fino al primo maggio, ma il provvedimento è stato annullato dai continui rialzi. Il conflitto in Medio Oriente tiene il petrolio sopra i 120 dollari al barile, e nessuno sa quando la situazione si calmerà.

Come salvare le vacanze (senza farsi male)

Non tutto è perduto. Si può ancora organizzare un’estate senza dissanguarsi. La prima regola è prenotare con largo anticipo, approfittando delle tariffe early booking. La seconda è scegliere mete raggiungibili in giornata, magari in treno, che consuma meno e non dipende dal prezzo del petrolio.

La terza è condividere l’auto con amici o parenti, dividendo le spese. E poi c’è l’accorgimento che molti dimenticano: viaggiare leggeri, con l’aria condizionata al minimo e una guida fluida, per consumare meno. Le vacanze non sono un lusso, ma un diritto. E anche con il caro carburante, si può trovare il modo di non restare a casa. Basta un po’ di flessibilità e tanto buon senso.