Tim e Vodafone multate dall’Antitrust: ma non è abbastanza.
Tim e Vodafone sono negli ultimi giorni al centro dell’attenzione per la faccenda delle rimodulazioni dei piani tariffari. Rimodulazioni che nella lingua di noi consumatori possiamo tradurre con la parola: rincari.
Questa notizia è invece a nostro favore: l’Antitrust ha pubblicato nel proprio sito, come tutte le settimane, il bollettino degli interventi per garantire la concorrenza e la correttezza delle aziende nei confronti dei consumatori. Tra questi interventi spiccano due multe per un totale di 660.000 euro a carico di Tim e Vodafone per “pratica commerciale scorretta.” Ma vediamo dettagliatamente di cosa si tratta.

Tim è stata sanzionata con 300.000 euro di multa per aver ‘inviato sul telefono cellulare dei propri utenti “prepagati†il seguente messaggio: “Attivato Flat Day fino alle 24â€, senza chiederne preventivamente il consenso e senza fornire alcuna informazione in ordine alle relative condizioni economiche”; così viene motivata la sanzione da parte dell’Antitrust.
Va un po’ peggio a Vodafone che si becca 360.000 euro di multa per lo spot sull’ offerta “Internet Key”. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, nello spot vengono omesse delle informazioni come la necessità di sottoscrivere un contratto della durata di 24 mesi al costo di 30 euro mensili, l’eventuale pagamento di una penale di 199 euro nell ipotesi di recesso anticipato e la tariffazione con addebiti anticipati di 2 euro l ora non appena venivano superate le 100 ore di connessione. Tutte queste informazioni erano presenti nello spot in modo non chiaro e scritte a caratteri molto piccoli.
Per quanto riguarda le cosidette “rimodulazioni” dei piani tariffari, le due compagnie telefoniche, che ultimamente sembrano andare anche fin troppo d’accordo, hanno giustificato i rincari, che graveranno su noi consumatori a partire dall’ 1 Settembre 2008, dicendo che non sono aggiornati da anni e non in linea con il mercato.
Su quest’ultimo punto hanno ragione, non sono il linea con il mercato da tempo, visto che le tariffe italiane sono molto più alte rispetto a quelle della maggiorparte dei paesi europei. L’Unione Europea aveva fatto intendere alle compagnie di tutto il “Vecchio Continente” che i prezzi sarebbero dovuti scendere e l’ampia offerta di svariati piani telefonici essere ridimensionata a pochi piani, ma invece tutto va nella direzione opposta e continuerà in questa direzione finchè non ci saranno leggi precise e multe adeguate combinate non solo dall’Antitrust, ma anche dalla stessa Unione Europea.
Multare con 300.000 euro Vodafone e Tim sarebbe come multare un normale cittadino in divieto di sosta con 10 centesimi. Vodafone e Tim con queste due campagna pubblicitarie hanno ingannato moltissimi utenti guadagnando non centinaia di migliaia, ma milioni di euro. Combinare multe così ridotte limitandosi a queste senza ulteriori sanzioni o senza che gli utenti abbiano la possibilità di essere rimborsati senza passare per tribunali e avvocati, non è deterrente a future pubblicità ingannevoli. Vodafone e Tim, ovviamente, preferiscono prendere 300.000 euro di multa e continuare a comportarsi in questo modo piuttosto che fare tutto perbene e non guadagnare nulla.
Spetta a noi consumatori fare la voce grossa e non andare dietro a chi ci prende in giro dicendoci di fare solo il nostro bene.
Pi












Keper:
Non pagheranno neanche 300.000 euro. Faranno ricorso al tar del Lazio e come al solito vinceranno.