Intel con lo sguardo verso il futuro
27 Aug 08C’è un uomo, Gordon Moore, coofondatore dell’Intel che da anni predice il futuro. Iniziò tutto con il celebberimo enunciato che tutti conosciamo come “Legge di Moore”, predicendo nel 1965 che “le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, sarebbero raddoppiati ogni 18 mesi” e predicendo nel 2007 la fine del suo stesso enunciato entro un decennio.

Adesso Intel torna a predire il futuro affermando che entro il 2050 le macchine raggiungeranno e supereranno gli esseri umani nella capacità di ragionare. Viste le precedenti previsioni fatte da Intel c’è da prendere queste affermazioni con la massima serietà e attendibilità. E visto l’introduzione dell’energia elettrica wireless, sperimentata dalla stessa Intel, e dalla prossima introduzione di transistor tridimensionali che aumenteranno a dismisura il potere di calcolo dei computer, questo momento è più vicino che mai.
Se qualcuno fosse ancora scettico può leggere questo articolo di qualche giorno fa di Appunti Digitali nel quale viene descritta una gara di Go (celebre gioco da tavola cinese) tra uomo e supercomputer. Indovinate chi ha vinto? Leggendo vi accorgerete perchè è stato scelto proprio questo gioco e perchè è così straordinaria la notizia.







Sergio:
Impressionante il fatto della vittoria della macchina nel Go. Nel 2000 era ancora data come ipotesi non realizzabile.
Certamente l’aumento di potenza dei processori ha la sua importanza, ma l’IA evoluta che avremo nei prossimi anni sarà merito dei nuovi modi di programmazione: dagli algoritmi ai linguaggi.
Nuovi per modo di dire naturalmente: nella maggior parte dei casi si tratta comunque di idee datate che solo ora possono venire realmente applicate grazie alla potenza di calcolo.
In pratica gli anni di esperienza dei programmatori cominciano a dare i loro frutti.
Se ho ben capito questa IA giocatrice basata su reti neurali